La Bertram cala il tris: anche Biella si arrende ai bianconeri

La Bertram cala il tris: anche Biella si arrende ai bianconeri

Pallacanestro Biella-Bertram Derthona 66-85

(20-22, 33-45, 51-61)

Tabellini:

Biella: Donzelli 6, Omogbo 5, Bertetti 4, Barbante 2, DeAngeli 5, Bortolani 12, Saccaggi 16, Blair ne, Pollone 4, Massone, Polite 12. All. Galbiati

Derthona: Buffo 3, Tavernelli 10, Formenti 10, Seck 2, Gaines 12, De Laurentiis 8, Mascolo 9, Čepić ne, Lisini ne, Gražulis 8, Martini 16, Pullazi 9. All. Ramondino

Terzo successo in altrettante partite del Girone Verde di Supercoppa LNP 2019 Old Wild West per la Bertram Derthona che, contro Biella, patisce l’intensità avversaria in avvio prima di allungare progressivamente nel punteggio. I bianconeri staccano anche il pass per la fase successiva della manifestazione. Avvio di gara contraddistinto dalla grande energia messa in campo dalle due squadre, che trovano buone soluzioni offensive: è Biella – guidata da un grande Saccaggi (già in doppia cifra) – a condurre le operazioni nei primi minuti dell’incontro (20-14). Con l’ingresso di Mascolo e De Laurentiis i bianconeri producono un break di 0-8 che vale il primo vantaggio ospite nella partita (20-22 al 10’). Nel secondo parziale – in cui le due formazioni ampliano le proprie rotazioni – il Derthona continua a condurre nel punteggio: dopo la tripla di Formenti, che vale il 28-34 del 17’, coach Galbiati interrompe la partita. La Bertram alimenta il proprio momento favorevole anche nel finale di primo tempo, trovando soluzioni offensive corali efficaci: all’intervallo il punteggio è 33-45. Al rientro dagli spogliatoi Biella prova a ridurre le distanze, sfruttando anche il tecnico comminato a Gaines (che commette in successione terzo e quarto fallo), prima di subire la nuova reazione della Bertram, che torna in doppia cifra di vantaggio grazie ai liberi di Gražulis (42-54 al 25’). I padroni di casa perdono Omogbo per cinque falli, ma accorciano il gap grazie all’intensità messa in campo da Pollone e Bertetti: al 30’ gli ospiti conducono 51-61. Nell’ultimo periodo il Derthona mantiene il controllo sul ritmo e sul punteggio della gara, trovando canestri importanti da Pullazi e Tavernelli (che aumentano il divario fino al 58-73 del 36’) e conquistando il successo per 66-85 alla sirena.

Così coach Ramondino al termine della gara: ʺIn certi momenti della gara siamo un po’ scolastici sia in attacco sia in difesa, quindi arriviamo in ritardo rispetto agli avversari in determinate situazioni: un dato che conferma questa sensazione sono i quindici rimbalzi offensivi che ha preso Biella. In altri momenti abbiamo il giusto livello di disciplina per resistere alle soluzioni che la difesa propone per portare fuori dai binari della gara: è necessario ampliare il tempo in cui riusciamo a essere disciplinati e capire quali sono i vantaggi da prendere senza lasciare le iniziative alle squadre che affrontiamo. Difensivamente abbiamo fatto passi in avanti, anche se siamo ancora un po’ meccanici; non avendo un vissuto di Biella e di preparazione video ci siamo trovati ad avere accoppiamenti complessi nel corso dell’incontro. Serve allenarsi sulla prontezza, in questo momento della stagione: oggi alcuni giocatori, come Mascolo, sono cresciuti in termini di lettura della partita. L’idea che abbiamo avuto in fase di costruzione del roster è di avere giocatori che possono crescere sia a livello individuale sia come squadra. Siamo entusiasti del gruppo di ragazzi che abbiamo con noi e siamo consapevoli che le nostre potenzialità sono alte se riusciremo a renderli squadra, ma restano tali senza un lavoro tecnico, fisico e mentale che ogni atleta deve fare. Il nostro obiettivo è costruire un gioco solido che ci consenta di sopperire alle cattive giornate di forma, di tiro: io sono qui per creare le basi del successo. Credo che Biella sia una squadra di potenzialità che va interpretata nel medio-lungo periodo; ha alti e bassi ma gli alti che ha mostrato oggi sono molto incoraggianti, nonostante abbia gerarchie e allenatore nuovo. Saremmo tutti sorpresi se non ci fossero i bassi vista l’età media e il vissuto che hanno i giocatoriʺ.

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