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simoncelli

Il capitano è tornato dopo l’infortunio alla cartilagine che lo ha tenuto fuori per sei partite. I Leoni non hanno potuto contare su Alex Simoncelli dalla gara di Reggio Calabria. In pratica un terzo delle gare finora disputate. Il play è tornato con Trapani (23′) e poi nell’ultimo match vinto in casa con Omegna è stato in campo 33′. La gamba risponde bene, ora si tratta sono di ritrovare la condizione migliore. «Fisicamente sono al 40%, sicuramente tra un mese starò molto meglio – racconta –, ma mi sento bene». Il capitano ha dovuto stringere i denti con Omegna per l’assenza di Marks e in pratica di Iannilli (è stato della partita solo cinque minuti). «Gli ultimi minuti che sono stato in campo ero un po’ in difficoltà. Abbiamo giocato una buona gara contro una squadra molto diversa da quella dell’andata. Siamo stati intensi pur essendo corti di rotazione. Siamo una squadra che lotta e non si piange addosso. Iannilli e Bianchi ci hanno provato e hanno dato il loro contributo. Abbiamo già dato prova in altre circostanze di avere grande cuore». Domenica alle 18 al PalaOltrepo il match con Agrigento vale il secondo posto (Moncada 24, Orsi 22), dopo di che c’è il sentito derby in casa di Casale (18). «Pensiamo ad una gara alla volta – dice Simoncelli – Agrigento è la squadra più forte del girone con Scafati. All’andata abbiamo giocato un’ottima gara e perso solo alla fine (86-80). Speriamo di recuperare qualche compagno e poi giochiamo davanti al nostro pubblico che ci sostiene. Casale? Capisco che sia un derby, ma non ci penso. Siamo arrivati ad un momento decisivo della stagione. Con un filotto di vittorie si gioca per le prime posizioni, altrimenti si rischia di essere risucchiati nel gruppo di metà classifica». Oltre ai veterani come Simoncelli, Garri o Brooks c’è anche un gruppo di giovani che è molto cresciuto da inizio anno. «Come Spissu e Bianchi, ma anche chi ha meno spazio durante gli allenamenti impara e migliora: il consiglio che do loro è allenarsi forte e avere fame», spiega il giocatore che da due anni gioca nel Derthona, vive in corso Alessandria a Tortona e si è perfettamente integrato con la città e i tifosi. «Tortona è un posto caldo, i tifosi sentono la partita. Ormai conosco tante persone, capita che passeggiando mi fermino per chiedermi come vanno le cose. E’ molto bello per un giocatore sapere che c’è calore. La società si sta affermando ed è vista come seria e credibile».

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