Share Button

gay

TORTONA. «E’ stata una grande emozione la gara contro Rieti». Dario Gay, playmaker di 19 anni, veste la maglia del Derthona dai tempi del minibasket. Da tredici anni gioca sul parquet con la canotta dei leoni e domenica nella vittoria contro Rieti è stato in campo dieci minuti che valgono di più di cento punti. La passione per il Derthona è questione di famiglia. «Mio padre accompagnava e seguiva le squadre giovanili, da li parte tutto. Ho iniziato a sei anni a giocare, domenica è stata un’emozione incredibile giocare al PalaOltrepo davanti a così tanto pubblico», spiega Dario che da quando ha 14 anni ha iniziato a fare allenamenti con la squadra senior. Contro Rieti ha segnato 5 punti, una bomba e un arresti e tiro, e ha avuto diversi minuti complice l’assenza per infortunio di Simoncelli. Il suo tiro dalla lunga nel secondo tempo ha fatto esplodere il palazzetto. A vederlo in tribuna c’erano la sua ragazza e anche dei compagni di scuola. «Peccato che il giorno dopo non sono andato a scuola – racconta Dario -, ma mi sono arrivati molti messaggi. Ringrazio la società e il coach che mi hanno dato questa grande possibilità, Andrea Ablatico perché ha creduto in me». Il processo di maturazione del ragazzo tortonese passa anche dall’esperienza che compagni più esperti possono trasmettergli. Chi è l’esempio nello spogliatoio? «Marco Spissu, pur essendo molto giovane ha già esperienza. Mi ritrovo in lui come giocatore e faccio tesoro dei consigli che mi da». Coach Cavina cosa ti chiede di migliorare durante gli allenamenti? «La visione di gioco per far circolare la palla velocemente e mettere a posto le percentuali». Per ora Gay ha fatto quattro presenze in questa stagione, quella con Rieti è stata la gara in cui è stato più protagonista. Quale è l’obiettivo per la fine dell’annata? «Continuare ad andare in panchina, cercare di giocare più minuti possibili per dimostrare il mio valore. Devo sempre cercare di farmi trovare pronto».

Share Button