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I mitici anni Sessanta… Possiamo dirlo anche noi perché sono gli anni della spinta definitiva, della consacrazione di un movimento cestistico tortonese. Eppure gli auspici hanno tinte cupe se è vero che mentre Wilt Chamberlain, il 2 marzo 1962, segna 100 punti a New York con la maglia di Philadelphia (record naturalmente imbattuto) il Derthona ha interrotto la propria attività. Si riparte esattamente due anni più tardi, all’interno della neonata Polisportiva cittadina, con Vittorio Moccagatta a presiedere l’assemblea dei soci ma soprattutto con l’avvio di un regolare Centro di Avviamento alla Pallacanestro ed è la svolta: a gennaio ’65 si contano 150 iscritti diretti dal Prof. Dino Canegallo e dal Prof. Mario Armana. Sono loro gli eredi di Messina e con il Prof. Aldo Caenazzo diventeranno il triumvirato degli allenatori tortonesi per generazioni intere.

Nel 1966, l’Olimpia Milano targata Simmenthal è la prima formazione italiana ad alzare al cielo la Coppa dei Campioni mentre l’attenzione cittadina sale di livello per i mitici Tornei dei Bar che raccolgono attorno al campo di Corso Garibaldi pubblico da big-match anche per la presenza di gente come Rusconi, Bufalini, Flaborea che di mestiere giocano nell’Ignis. Nel febbraio del 1967 Tortona si ferma per un evento a lungo atteso: si inaugura la Palestra di Corso Garibaldi e ci giocano Ignis Varese e Oransoda Cantù, in uno di quei derby che non lasceranno mai indifferenti. Si gioca tanto, a tirare verso canestro ci provano praticamente tutti, i Kaimani ci riescono meglio di tanti e i protagonisti si chiamano Luigino Fassino, Peo Moccagatta, Toto Picchi e Mario Bidone che nello “stanzone” vivono anni di gesta importanti tra tute di raso e tiri liberi ancora tirati dal basso. E’ il preludio alla rivalità cittadina che esplode da lì a poco: è il 1969 infatti quando nel mitico Barino dei portici un gruppo di scanzonati giovanotti decide di dar vita alla “Rapida Basket Club” nome scelto non a caso.

E’ il richiamo alle rapide trasferte goliardiche e gastronomiche, alle zingarate di casa nostra e il gemellaggio con Cantù fornisce maglie e tute vestite da Fassino, da Fanzio, da Uccio Camagna, da Bidone sotto la presidenza del Dott.Pino Rossi. In panchina Milvio Picchi non “mangia il panettone” ed è Checco Beccaria a guidare i gialli nel campionato di Prima Divisione. Nello stesso anno, il Derthona riparte col campionato di Promozione, con Armana in panchina e Di Matteo divenuto Presidente dopo aver registrato il record bianconero con 63 punti in una netta vittoria a Fossano: si marcia su binari paralleli fino al 1970-71 quando Tortona vive il primo derby, davanti a 400 stipatissimi spettatori e sono i bianconeri a impossessarsi sportivamente della città.

Storia Derthona Basket 60

Nel giugno dello stesso anno, la Rapida organizza l’amichevole tra Cantù ed Asti e gli appassionati tortonesi possono ammirare Charlie Recalcati, il miglior italiano dell’epoca nonché l’uomo che guiderà i nostri colori all’argento olimpico di Atene una trentina di anni dopo… Il settore femminile prende piede e Uccio Camagna ne è artefice e condottiero nel primo campionato di Promozione ma è doppio derby perché anche il basket in gonnella vede la seconda squadra locale: è la Red Stone di Coach Risso.
La palestra di Corso Garibaldi non basta più a contenere l’entusiasmo cittadino, mancano le strutture, mancano i fondi ma non mancano passione e talento e la promozione in Serie D segna un’epoca: Carboni, Bertolotti, Lugano, Vittorino Rossi ci spingono per la prima volta oltre i confini regionali aprendo di fatto tutta un’altra storia.

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