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Dopo aver comunicato che il Derthona Basket nella prossima stagione sportiva si iscriverà alla serie A2, il dg Marco Picchi fa il punto della situazione. «Il Cda del Derthona Basket ha fatto una scelta di cuore mettendo al primo posto l’amore per la squadra e per i colori bianconeri. Ad oggi però il budget per l’allestimento della squadra non è ancora definito interamente. Ci siamo dati due-tre settimane per chiarire gli aspetti legati al budget e incontrare i nostri principali partner con l’obiettivo di raggiungere una cifra sufficiente per garantirci di allestire una squadra competitiva. Il Derthona in questi anni, dalla C2 alla A, ha sempre disputato stagioni di primissimo livello, credo siano oltre 10 anni di stagioni terminate con il raggiungimento dei play off e con una percentuale di vittorie superiore al 50%. Non allestiamo una squadra tanto per partecipare, non è nelle nostre corde pur sapendo che non possiamo competere per la vittoria del campionato, vogliamo portare in giro i nostri colori con grande dignità sportiva». Il primo step sarà parlare con coach Demis Cavina. «Si parte come sempre dall’allenatore che è il primo tassello. Significa sederci ad un tavolo e parlare con Demis. Noi non vediamo finito un ciclo, il rapporto tra lui e il Derthona poggia su basi solidissime e ci piacerebbe continuare per avere altre soddisfazioni. Derthona e Cavina sono un binomio azzeccato. Ci siamo presi questa settimana per capire le volontà, ambizioni e giuste aspirazioni di Demis. Solo nel caso in cui non si trovasse un accordo penseremmo ad un piano B che non è ora nei nostri pensieri». Dopo di che Picchi commenta il lavoro svolto dallo staff tecnico e medico che ha lavorato con Cavina quest’anno. A partire dal ds Miro De Giuli fino al resto collaboratori. «Il discorso per Miro è lo stesso per tutto lo staff. Nel loro ruolo hanno lavorato bene, quindi per noi sono la prima scelta e si devono aspettare una chiamata da me», commenta Picchi che spiega come si muoverà la società per comporre il nuovo roster. «Ricci e Garri hanno un’opzione sul contratto per il prossimo anno e sono giocatori importanti. Se saremo in condizioni di allestire una squadra competitiva sarà normale partire dai loro contratti. Il mercato americano è particolare: quasi sempre abbiamo fatto la scelta di cambiare anche perché ragazzi che si sono messi in luce, come nel caso di Cosey, sono portati a pensare ad altre destinazioni sia come categoria che come ingaggio. Ci piacerebbe l’idea di ringiovanire la squadra, abbiamo una serie di giovani di proprietà in giro. Mi piacerebbe molto far rivestire la casacca bianconera ad un ragazzo tortonese come Flavio Gay, classe 1998 che si è messo in grande luce ed è cresciuto nel Derthona».

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